*Le seguenti storie di vita vengono narrate utilizzando gli pseudonimi di World Girl (WG) e World Man (WM), al fine di rispettare la privacy dei soggetti interessati. La delicatezza delle storie trattate ci induce ad attenerci ai più stretti criteri di riservatezza.

 

World Girl Somalia: storia di una madre spezzata, storia di una gladiatrice

WG è una cittadina del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita. World Girl (da questo momento WG) è nata in Somalia ed è la prima di 5 figli. Non è mai andata a scuola, la sua maestra è la madre che le insegna a leggere e a scrivere. È molto brava nella cura della casa e aiuta i suoi in tutte le faccende domestiche. WG si sposa a 15 anni con un ragazzo meraviglioso di 23 anni, lavoratore infaticabile che le garantisce una casa e un tenore di vita dignitoso. La coppia è felice e vive serenamente il presente, mentre il futuro viene arricchito dalla nascita di 5 figli. Il padre di WG è un poliziotto e se la cosa da un lato sembra essere motivo di grande protezione e sicurezza, ben presto si rivelerà per lei la causa di accadimenti futuri che la segneranno per sempre . La vita della famiglia procede come meglio non potrebbe. WG accudisce i figli e bada alla casa, il marito lavora sodo e tutto sembra andare per il meglio, ma un giorno si avvicinano alla loro proprietà due uomini dal viso coperto. WG sa perché sono lì e cosa vogliono. Fanno parte del gruppo Al-shabaab, estremisti islamici oppositori del governo in carica, seminatori di terrore, distruzione e morte. Girano per le città con l’intento di reclutare ragazzi da affiliare alla loro causa. Chi si rifiuta viene minacciato e torturato. Chiedono del marito e WG dice loro che è fuori per lavoro. Gli uomini vanno via ma ritornano dopo una settimana e fanno nuove domande sul marito, sui suoi orari perché – dicono – vogliono proporgli un lavoro migliore. WG ha paura e annuisce ma sa che non è così. Al ritorno del marito gli racconta tutto e lui giura di non volere accettare la proposta di quelle persone, nonostante la paura che ha di loro, paura più che fondata perché dopo 15 giorni ritornano di notte quando sanno di trovarlo. La famiglia viene svegliata di soprassalto e lui si rifiuta di collaborare. Inizia una breve colluttazione a seguito della quale il fratello di WG, sopraggiunto in difesa della famiglia, viene ferito con due pallottole all’addome. Il marito riesce a scappare, il fratello muore il giorno dopo in ospedale. I poliziotti della caserma sita a poca distanza dalla casa sentono i colpi di fucile e sparano in aria a loro volta. I terroristi scappano ma prima dell’arrivo della polizia la vita di WG è già cambiata. Suo marito è in fuga e non si hanno più sue notizie, mentre i terroristi la minacciano quotidianamente per telefono, perché lei è la figlia di uno dei capi della polizia che, nonostante i suoi sforzi, non riesce a difenderla. WG è incinta di tre mesi, ha paura e decide di scappare con sua figlia. Si fa prestare i soldi da un’amica e raggiunge in auto il luogo di partenza per andare nello Yemen, alla ricerca di un posto sicuro in cui vivere e ricongiungersi con la famiglia. Arrivata a destinazione trova lavoro presso una famiglia molto disponibile, ma durante lo svolgimento delle sue attività lavorative, in un giorno qualunque ma diverso dagli altri, ha un malore e perde il bambino. Due mesi dopo i membri della famiglia presso la quale lavora, vedendo avvicinarsi la guerra, lasciano lo stato e WG non può andare con loro in Egitto perché non ha i documenti. Sceglie allora di andare in Sudan, con il loro aiuto, ma anche qui ha problemi e decide di andare in Libia grazie a un suo contatto. Attraversa il deserto con un un pick-up sul quale ci sono altre trenta persone e una volta arrivata a Tripoli finisce in un campo di trafficanti di esseri umani. Le chiedono molto denaro e lei non ne possiede, così viene messa a lavorare nel campo come factotum. Dopo 18 giorni lei e la figlia partono con la barca, di mattina presto, con un carico di uomini, donne e bambini che il natante non può sorreggere a lungo. La barca si ribalta e cadono entrambe in acqua. Un ragazzo si offre di reggere la bimba mentre arrivano i soccorsi i quali riescono a trarre in salvo WG. Sua figlia e il ragazzo verranno ritrovati in mare privi di vita tre giorni dopo. WG è una donna spezzata dal dolore, dal destino che l’ha fatta nascere in Somalia, dalle ingiustizie del mondo, dalle ingiustizie del nostro mondo. Tempo dopo WG trova la forza di ripartire, di riaffrontare quel mare che le ha tolto la gioia di vivere, per cercare non si sa più cosa nella “terra promessa” Italia. Non ha più notizie di suo marito e l’altro suo fratello di 15 anni viene assassinato in Somalia dal gruppo di estremisti Al-shabaab. WG ha perso una figlia, mentre lei si è salvata. Il suo senso di colpa non l’abbandonerà mai, dovrà conviverci, rielaborarlo in ogni momento della vita, ma lei è una donna forte, eccezionale e lotta come un’eroina contro il dolore che il ricordo rievoca quotidianamente nella sua anima. WG ha occhi puliti, segnati da ciò che hanno visto, ma puliti. Ha forza e generosità tali da permetterle di regalarci un sorriso anche per un banale aiuto o una carezza ricevuta, ha la forza di una grande donna che affronta l’incerto futuro con il coraggio di una gladiatrice. Ha il coraggio dell’umanità che la contraddistingue, che solo le grandi donne come lei portano in dote. WG è una cittadina del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita.

 

Foto: gruppo di estremisti somali Al-shabaab

 

World Man Gambia: quando l’opinione è punibile con la morte

WORLD MAN è un cittadino del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita. WORLD MAN  (da questo momento WM) è nato e cresciuto in Gambia, una “provincia” di questo mondo nella quale vige da più di vent’anni un clima di terrore a seguito dell’insediamento di un regime dittatoriale. Le più basilari libertà di espressione, di associazione, di partecipazione al processo politico in Gambia non sono garantite. WM è iscritto al Partito Democratico Unito (PDU), il più grande partito gambiano che lotta per ripristinare i principi di democrazia e legalità nel paese. Nel 2016 una moltitudine di giovani scende in piazza per manifestare pacificamente affinché venga applicata una riforma elettorale in grado di garantire un esito legale e democratico alle imminenti elezioni. I membri del PDU fanno parte del corteo e procedono con la fermezza delle loro convinzioni, ma arriva la polizia e arresta i membri del partito. Il giorno dopo trapela la notizia della morte del leader PDU e del ricovero di quattro donne in fin di vita. I manifestanti scendono in piazza per chiedere il corpo del leader politico assassinato dal governo militare, ma la risposta dello stesso si manifesta sotto forma di arresti e violenza gratuita. WM, il quale fa parte del corteo di manifestanti, viene arrestato, picchiato brutalmente e imprigionato per 21 giorni in un regime di carcere estremo. WM in prigione non è in grado di distinguere il giorno dalla notte ma conosce bene la differenza tra la giustizia e la privazione dei diritti basilari dell’uomo. Dopo 21 giorni viene liberato e torna dai suoi cari, ma si rende conto ben presto di essere in pericolo di vita perché, nel frattempo, altri membri del partito erano stati arrestati. WM prende la decisione più dura, l’estrema ratio per un individuo: lasciare i propri cari per cercare un mondo migliore nel quale poter vivere dignitosamente. È così inizia il suo viaggio della speranza che passa attraverso Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger. Quarantasei lunghi giorni tra fame, sete e stenti, attraversando il deserto per arrivare in Libia. Arrivato in Libia WM viene arrestato e ricattato; o paga o non uscirà vivo dalla prigione. Ma non ha soldi e i suoi parenti non possono aiutarlo. Venti giorni dopo la prigione viene attaccata e WM riesce a scappare, vivendo per strada finché non trova una sorta di centro d’accoglienza in cui riesce a rifugiarsi. Durante la permanenza il Libia WM fa i lavori più disparati, ma il pericolo per la sua incolumità è sempre dietro l’angolo e così decide di scappare in Italia con i soldi guadagnati col sudore e la fatica. WM si imbarca su un gommone e inizia il viaggio della speranza che lo porterà in Italia. WM è un cittadino del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita.

 

Foto: manifestanti pacifici Gambia

 

World Man Ghana: storia di superstizione e dolore

WORLD MAN è un cittadino del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita. WM è nato in Ghana, provincia della regione Mondo. WM non ha conosciuto la madre e ha vissuto con il padre, il fratello e la sorella. La sorella è apprendista sarta e vive in un’altra città, il padre è contadino e va incontro alla morte per un problema legato al terreno di sua proprietà. La zona in cui vive WM non è popolata né da musulmani né da cristiani ma è molto presente il culto degli antenati. Un giorno il padre di WM ha un litigio con il chief (o anziano del villaggio che crede e parla agli spiriti), il quale lo minaccia dicendogli che darà una lezione severa alla sua famiglia. Qualche tempo dopo il padre di WM va a lavoro nei campi e non torna alla solita ora. Al suo ritorno è debole e dopo un po’ di tempo si ammala gravemente. Un anno dopo il padre morirà, nonostante tutti i tentativi di cura fatti dai figli. Dopo tre settimane il fratello di WM va nei campi e al suo ritorno ha una gamba gonfia. Dice di essersi sentito male dopo aver calpestato qualcosa. Lo portano in ospedale ma non capiscono di cosa si tratti e dopo otto mesi di sofferenze viene trovato senza vita.. Nel villaggio di WM vi è la credenza per la quale se più parenti di una famiglia muoiono, allora il sopravvissuto porta sfortuna e viene etichettato come stregone venendo recluso nel campo delle streghe, dove maltrattamenti, sporcizia, fame e sofferenza sono all’ordine del giorno. WM non vuole finire lì e ha paura di morire. Le persone cominciano ad evitarlo e trattarlo come portatore di sventure. WM prende la sofferta decisione di scappare dal villaggio per salvare la propria vita. Egli inizia a camminare lungo la via senza finché un camionista si ferma, gli da del cibo e lo accompagna in Niger. Arrivato in Niger WM incontra due ragazzi che lo convincono ad andare in Libia e si offrono di prestargli i soldi per il viaggio, ma con delle regole ben precise: dovrà restituire tutto con gli interessi attraverso il lavoro. WM pensava di andare in un luogo di pace e serenità, ma al suo arrivo si è accorto che non era così e che la violenza e la morte sarebbero potuti arrivare da un momento all’altro senza un motivo preciso. Egli rimane in Libia per cinque mesi nei quali restituisce il danaro con gli interessi e poi scappa verso il mare assieme ad un amico. Due settimane dopo si imbarca verso la Sicilia, verso la terra promessa. WM è un cittadino del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita.

 

Foto: Immagine di chief ghanese

 

World Man Eritrea: storia di un soldato

WORLD MAN è un cittadino del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita. WM è nato in Eritrea, provincia della regione Mondo. Egli fa il soldato, non per sua volontà ma perché reclutato con la forza dal governo eritreo. Chi riceve la chiamata militare e si rifiuta di arruolarsi viene arrestato e WM non può rifiutarsi perché ha moglie e tre figli, la cui sopravvivenza dipende esclusivamente da lui. Così parte per l’addestramento che dura sei mesi, per poi rimanere un anno e mezzo nella sede assegnata. Viene poi trasferito in altra sede per una permanenza lunga dieci anni nei quali acquisisce altre competenze militari che gli consentono di comandare un gruppo di quindici uomini e guidare un carro armato dal valore di 42 milioni di dollari. Grazie a una licenza di trenta giorni si reca dalla famiglia, ma dopo i primi venti avviene un episodio che cambierà per sempre la sua vita. La polizia militare fa irruzione nella sua abitazione e lo arresta con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di connazionali che oltrepassavano il confine illegalmente. Viene condannato senza processo e rimane recluso per tre anni, nei quali diviene  oggetto di tortura e soprusi di ogni genere. Nel 2010 WM riesce a fuggire in Etiopia insieme ad altri detenuti. La moglie e il fratello vengono arrestati perché parenti di un traditore. La situazione è drammatica e WM non può fare nulla per tornare dalla famiglia quindi cerca di scappare in Europa per poi ricongiungersi con la famiglia, in un posto dove vivere dignitosamente è un’idea possibile. Nel 2014 viene internato per tre mesi in una struttura appartenente a trafficanti di uomini, subendo nuove torture e privazioni quotidiane. Qualche mese dopo riesce ad arrivare in Italia, Europa, Mondo. WORLD MAN è un cittadino del mondo e in questo mondo ha diritto di vivere dignitosamente la propria vita.

 

Foto: donne soldato eritree